Questo è un blog non ufficiale, nato esclusivamente dall'amore e dalla stima verso il giocatore che ha riacceso la mia passione per il basket.
La sua dedizione verso questo sport, il suo lavoro indefesso senza mai risparmiarsi e l'assoluta umiltà fanno di lui un vero campione.
Che non fa rumore ma scalda il cuore di chi ama questo gioco.
Grazie Baso.

lunedì 13 aprile 2009

[Rassegna Stampa] Intervista al Baso su legabasket.it

Gianluca Basile a LegaBasket.it dopo la conquista della Final Four: 'Sento che per me e il Barcellona e' l'anno giusto'

Gianluca Basile, classe 1975 da Ruvo di Puglia, porterà un po' d'Italia alla Final Four di Berlino. Due scudetti con la Fortitudo, 4 finali scudetto e 1 finale di Eurolega, 209 le presenze in azzurro (l’ ultima contro la Germania all’ Europeo 2007) con un Europeo vinto nel 1999, un bronzo nella medesima manifestazione nel 2003 e l’ argento ai Giochi Olimpici di Atene.
Terminata la sua esperienza italiana è diventato ormai uno dei giocatori simbolo del Barcellona che è riuscito nell’ impresa di battere in un derby fratricida il Tau Vitoria qualificandosi per le Final Four di Eurolega, trofeo che in casa blaugrana manca dal 2002 quando i catalani batterono in finale la Benetton Treviso di Marconato e Bulleri. Lo abbiamo intervistato dopo la conquista della Final Four.

Gianluca, l’ unico giocatore italiano a scendere in campo a Berlino, sei orgoglioso di portare un pezzo d’ Italia alle finali di Eurolega?
"Sicuramente, sono orgoglioso di portare in alto la bandiera italiana. Quest’anno Siena, nonostante abbia disputato un’Eurolega eccellente, si è dovuta arrendere al Panathinaikos e quindi io sono l’unico giocatore italiano rimasto. A Berlino avrò come avversario Ettore Messina, lui ha già vinto tanto e spero che questa volta mi faccia un favore. Sento che questo, per me e per la squadra, è l’anno giusto per compiere l’impresa".

Parliamo un po’ di te: sei nato in Puglia ma cresciuto sportivamente in Emilia cosa ti hanno regalato gli anni a Reggio Emilia?
"Se fossi rimasto in Puglia, dove c’è grande passione ma non vi sono squadre (l’unica è Brindisi ma solo ultimamente) dove poter diventare giocatore vero, forse non sarei mai arrivato a questi livelli. A Reggio mi hanno dato la possibilità di crescere. Con un po’ di fortuna ma anche con tanta voglia di lavorare e migliorare giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, ho debuttato in prima squadre e sono riuscito ad arrivare ai vertici di questo sport".

Nella tua carriera italiana hai avuto in squadra con te campioni del calibro di Mitchell, Myers, Pozzecco, Smodis. Chi tra i tuoi ex compagni di squadra ti ha insegnato di più e con chi hai legato maggiormente?
"Direi nessuno. Non mi è mai piaciuto imitare le movenze e i tiri di questo o quel compagno. Sono uno che guarda attentissimamente gli altri giocatori, direi che sono meticoloso in questo, per migliorarmi ed imparare ma sicuramente non per copiare. Legarsi con dei giocatori non è facile, è una vita un po’ da zingaro la nostra ed io preferisco concentrarmi su me stesso per riuscire a rendere al meglio in campo. Quando giochi assieme i tuoi compagni diventano un po’ la tua famiglia ma poi quando magari cambi squadra i rapporti non sempre rimangono così saldi, adesso fortunatamente hanno inventato Skype o Messenger, è più facile tenersi in contatto".

In Italia i tuoi maggiori successi sono legati alla maglia della Fortitudo, anche se da lontano, cosa pensi della stagione poco felice della tua ex compagine e come vedi il futuro della squadra? Magari con un tuo ritorno dopo quello di Fucka?
"Io credo alla fine che la Fortitudo si possa salvare. Ho visto il derby e, anche se il risultato non è stato positivo, ho visto una reazione della squadra che mi è piaciuta. Purtroppo quando dai tutto ma poi non vinci è frustrante. Adesso hanno un calendario difficile ma sono fiducioso. Veder sparire la Fortitudo dal campionato sarebbe una perdita troppo grande per il basket italiano: non posso credere a ciò".

Vivi in Spagna ma seguirai sicuramente da vicino il campionato italiano, Siena è veramente imbattibile oppure qualcuno potrebbe usurparla dal trono?
"La Virtus ultimamente sta facendo bene ma vincere a Siena non sarà facile. La Montepaschi quando gioca in casa è quasi imbattibile, ha un pubblico caloroso ed i giocatori si galvanizzano al Palamenssana. Sicuramente la finale quest’anno non terminerà in maniera netta come quella della stagione passata ma Siena è troppo superiore, non ho dubbi".

Battere il Tau, dopo 5 partite tiratissime, è stato sicuramente difficilissimo. A livello mentale quali sono le differenze sostanziali nell’affrontare una sfida del genere rispetto a giocare una gara come il derby di Bologna?
"Il derby di Bologna ha una sua storia a sé. Da noi una cosa simile la viviamo quando abbiamo il derby contro il Real, è una sfida nella sfida in cui viene trasmesso anche l’odio che c’è per il calcio. Col Tau solitamente sentiamo meno la pressione ma questa serie era ugualmente difficilissima. Venivamo da 7 sconfitte consecutive contro i baschi ma io ero sicuro che la vittoria in gara 2 poteva cambiare la situazione della serie. Loro erano troppo sicuri di se stessi, averli battuti ha incrinato le loro sicurezze. Abbiamo giocato 8 partite in 15 giorni, se non hai la consapevolezza mentale di potercela fare il fisico da solo non ti può bastare, adesso godiamoci questo trionfo".

Ormai è un bel po’ che vivi in Spagna, quali differenze hai trovato nel modo di gestire il basket in Italia rispetto che nella penisola iberica?
"Non si vive come in Italia. Io qui non vedo i commenti e non leggo i giornali come invece facevo quando ero lì. Lo sport è visto in un altro modo e c’è meno pressione, riesco a viverlo meglio".

Riusciremo a qualificarci per il prossimo campionato anche senza i nostri 3 giocatori dell’Nba e con magari di nuovo in campo Basile?
"La Francia, come noi, non ha fatto bene in fase di qualificazione ma a differenza nostra avranno a disposizione tutti i giocatori Nba, i vari Parker, Diaw e Pietrus. Se Bargnani e Belinelli non andranno la vedo dura, anche se la storia insegna che già agli Europei di Svezia del 2003 siamo riusciti a compiere l’impresa di batterli. Chi verrà convocato dovrà dare tutto, non posso nemmeno pensare ad un Europeo senza la Nazionale Azzurra".

Nessun commento:

Posta un commento