«Se il Barça lo libera, viene da noi»
- Corriere di Bologna -
C'è un'insolita pace nel vedere il duo Sacrati-Savic, lo scenario nitido, senza frizzi e lazzi. Una normale, professionale presentazione, senza badare troppo alla scia d'entusiasmo che un ritorno del genere spesso si porta dietro. C'è qualcuno della Fossa ad accogliere Zoran e a porgergli la sciarpa per le foto di rito, ma c'è foga di futuro in quel quadriennale inchiostrato e l'auspicio di vederlo ingiallire fra tanti successi. Lui, Zoran, è il primo gm dopo due anni di avvizzimento della carica, mentre Sacrati è alla sua prima presentazione senza patemi, con una palese fiducia nel serbo e non ultimo, il sollievo per la delega dei lavori estivi a chi di dovere.
«Torniamo dove siamo stati qualche anno fa, senza promettere lo scudetto al primo giorno perché sarebbe da pazzi, ma provando a conquistare l'Eurolega già dalla stagione successiva. Per ora speriamo nella qualificazione in Uleb che per noi sarebbe già importante». È la scaletta di Savic, che si poggia sulla «presentazione» imminente di Sakota, e l'aggiro formale del dilemma israeliano («Drucker? Il nostro allenatore è Sakota») in realtà primo scalino da superare per partire coi lavori senza ingombri economici. «Ho voluto un allenatore scelto da me, perché qualsiasi tecnico deve sentirsi appoggiato dalla società in cui è inserito e io posso garantirgli questo sostegno. Con Sakota c'era già un'opzione per proseguire insieme nella prossima stagione e dunque l'allenatore sarà lui, mentre per Drucker se ne parlerà con l'agente». Solo sistemata la burocrazia, pagato e liberato l'israeliano (lo vuole il Prokom), liquidato anche Mazzon promesso all'Aris, sarà tempo del grande ribaltone che s'annusava già un mesetto fa. «Giocatori certi non ne abbiamo, ne cambieremo tanti, 4 o 5 di sicuro ». Mettiamoci pure Janicenoks, Calabria, Thomas, Jenkins e un più fuori che dentro Spencer Nelson. «Al presidente piace? Anche a me, ma dovremo valutare la sua condizione fisica dopo un anno pieno di infortuni. È americano, significherebbe spendere un visto».
I lavori sono cominciati ieri pomeriggio per il neo gm, e proseguiranno a Treviso dove Zoran e Sakota si ritroveranno per l'Eurocamp. Sopra tutte le questioni, ce n'è una, Gianluca Basile, su cui i dubbi e i sogni di riaverlo s'intrecciano. «Se il Barcellona dovesse liberarlo viene sicuro in Fortitudo. Io lo giudico il miglior difensore d'Europa, anche a 33 anni. Se lo lasciano, lo aspettiamo ». E mentre Zoran parla del Barcellona, dalla Spagna si ufficializza il rinnovo del coach Xavier Pascual e con essa si aprono le porte per un effettivo ritorno del Baso, nodo che si scioglierà entro il 13 di giugno, data in cui scade l'opzione d'uscita dei catalani. «Sarà difficile riabbracciarlo», ma in tanti invece parlano di rescissione imminente.
Per i nuovi innesti le varie correnti di mercato avevano condotto finora a un grosso interesse verso giocatori slavi anche se «è un mercato che costa troppo, meglio puntare su quello americano». E qui esce l'indole ferrea. «Trovassimo giocatori con un esperienza in Italia meglio, li voglio adattabili e soprattutto consci delle tradizioni di questo club. Quelle non si cancellano, da vent'anni a questa parte se c'è una cosa che in Fortitudo non è mai cambiata è il pubblico e la passione per il buon basket». È da lì che si riparte.
Elisa Fiocchi
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